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I CORSARI DI
TORRE ASTURA

di Antonio Pagliuca

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21 - Gioia ed ansia


Non sfuggì a Soydan Nedim l'allegrezza, l'euforia da cui era pervasa ogni fibra del corpo dell'amico Sebastiano al quale ridevano occhi, bocca e viso. Andava presso il pagliericcio in cerca di amici e di non amici per salutarli, per provocarli con parolacce affettuose. Non sapeva in qual modo acquietare la gioia che pregustava solo al pensiero che fra qualche ora avrebbe riabbracciato l'adorata mamma. Leonardo gli aveva messo a disposizione non solo la sua riserva personale, ma tutto quanto di buono vi fosse nella cambusa.

Era tornato fra i suoi da dieci minuti e li aveva svegliati ad uno ad uno, prima che il nostromo fischiasse la sveglia. Ma li aveva svegliati in un modo insolito, offrendo una buona tazza di caffè turco ad ognuno di essi.

- E che! - esclamò Nedim assonnato - da quando in qua il comandante di plotone è obbligato a svegliare i giannizzeri col caffè?... O si tratta del regolamento per le truppe da sbarco?

- Oggi mi sento benissimo e ne voglio ringraziare Allah compiendo un'opera buona!

- Allah ti faccia stare benissimo ogni volta che tu sei il mio comandante su una nave! - aggiunse il giannizzero, al quale Sebastiano stava offrendo la tazza dì caffè.

Dopo la sveglia e la preghiera del mattino, Nedim gli si accostò in disparte e gli disse:

- Da sempre Allah ti tiene in ottima salute; ma tu te ne sei accorto solo questa mattina; come mai? Che c'è sotto?... Sbottonati, italianaccio della malora, se non vuoi che Nedim muoia di curiosità.

Sebastiano aveva confidato soltanto a Nedim l'odissea della sua vita, così come, da parte sua, aveva fatto Nedim con Sebastiano. Fra i due non c'erano segreti e regnava fra loro una fiducia così profonda come è difficile trovare oggigiorno in caserma e fuori caserma.

- Nedim, la notizia che debbo darti è tale che tu non mi crederai!

- Parla, perché mi tieni sulle spine?

- So, finalmente, dove si trova mamma mia!

- Ma no! Per la barba del Profeta... se fosse vero tu dovresti considerarti il pupillo di Allah.

- Dio, infatti, è stato sempre buono con me!

- Sia ringraziato Allah e Maometto, suo profeta! Dove si trova?

- Questa nave approderà presto al porto della città dove vive mamma mia.

- Gran Dio, come ti ama Allah.

- Come potrei negarlo?... Ora, però, debbo confessarti un altro segreto che non avrei rivelato neppure ad un mio fratello!

- Sebastiano, che sono questi misteri?... Non merito più la tua fiducia? L'ho mai tradita?

- No, Nedim; ti ho sempre ritenuto il mio migliore amico, il solo al quale ho aperto completamente il mio animo!

- Ed allora, perché tutte queste reticenze?

- Perché la notizia che sto per darti è incredibile...; è una di quelle che superano il limite di credibilità umana!

- Parla, Sebastiano, non tenermi nelle spine! Sto morendo di freddo su questa nave per il vento gelido e tu vuoi accelerare la mia morte con questo martirio?

- Nedim... il comandante di questa nave è...

- E'...?

-- è... mio fratello!

- Tuo fratello!!! tuo fratello!... Sebastiano, fratello mio, ti senti veramente bene?... Fammi sentire se la tua fronte scotta! ...Sebastiano... scuotiti Sono io... Nedim! Che ti succede? Vieni giù con me! C'è il medico!

- Nedim, credi che io sia impazzito?

- E se questa non è pazzia, cos'altro è?

- Non ti sei accorto che questa notte non ero in branda?

Possibile che non te ne sei accorto?

- Sì... ecco; veramente, mi sono svegliato una volta ed ho visto che non eri a letto; ma credevo che tu fossi uscito per qualche minuto, come succede qualche volta.

- No, non ero in bagno; ero nella cabina di comando con... mio fratello!

- Allah, Allah, benedetto, come sei grande e buono! - Poi, in un impeto di gioia, abbracciando Sebastiano - Amico mio, ringraziamo Allah, per la sua misericordia... Che dobbiamo fare ora?

- Ho rimesso tutto nelle mani di Dio; mi abbandono fiducioso fra le braccia della divina Provvidenza che mi aiuterà così come ha fatto finora!

- Hai parlato di me a tuo fratello?

- Come non potevo parlargli di te! Questa notte io e lui abbiamo passato in rassegna tutte le persone care, al di qua e al di la del Mediterraneo: fra quelle al di qua, oltre alla mamma e dopo di essa ci sei tu, mio buon Nedim.

- Debbo farti, però, un rimprovero, Sebastiano... perché non mi hai mai detto che avevi un fratello?

Perché? ...Perché solo questa notte ho saputo di averne uno:

- Mistero su mistero! Avevi un fratello e non lo sapevi?!

- Proprio così! Non fare quella faccia!... Ti ho raccontato mille volte il rapimento di mia madre e quello di due giovanetti appartenenti ad una famiglia arnica, un maschietto di nome Leonardo ed una bambina di nome Assunta. Nella speranza che il compratore di schiavi, mosso a pietà, non avrebbe diviso l'uno dall'altro i tre infelici, ma che li avrebbe comperati in blocco, mia madre ricorse alla finzione che i due giovanetti fossero suoi figli. Il compratore, infatti, li comperò in blocco, tutti e tre. Da quel giorno i due ragazzi son diventati figli di mamma mia, che amano proprio come se fossero suoi figli; dal canto suo mia madre li ama come se fossero frutto delle sue viscere.

- Che Allah la benedica.

- Ecco perché io mi ritengo fratello del comandante di questa nave che è proprio Leonardo, quello che fu venduto schiavo con sua sorella e con mia madre!

- Benedetto Allah! Allah è grande... - non faceva che ripetere Nedim al quale il racconto di Sebastiano sembrava una favola, una bella, meravigliosa favola.

- Perché quel che ci proponiamo, mio fratello ed io, possa essere attuato senza intralci di sorta, il tutto procederà come se non fosse avvenuto il nostro riconoscimento. Compiuta la missione che ci sarà assegnata, faremo quanto è nelle nostre possibilità per riabbracciarci tutti e, possibilmente, per vivere insieme.

- Sebastiano, non occorre ricordarti che Nedim è tuo fratello maggiore per tacito consenso e per l'affetto che nutre per te; né dimenticare che il suo braccio e, se occorresse, la sua vita sono a tua disposizione. Comandami!

- Lo so, Nedim, ma so anche che la Divina Provvidenza ha già disposto le cose affinché tutto si risolva nel migliore dei modi. Sta a me il meritarlo!

- Te le meriti Sebastiano; oh, se te lo meriti! Sei il migliore di tutti! Sei buono...

- Più che la bontà, è la sofferenza che muove a pietà il cuore di Dio; soprattutto quando la si sopporta senza imprecare, senza recriminare, senza abbandonare la fiducia in lui! Gesù, come ti ho detto più volte, ha asserito che chi ha veramente fede può smuovere le montagne! Ed io, Nedim, ho tanta fede: credo fermamente che Dio e la Madonna mi aiuteranno!

- Che Allah ti ascolti e ti renda felice! E se non basta il mio Allah invoco anche il tuo Gesù e sua madre la Madonna, perché siano esauditi i tuoi desideri.

- Così sia, Nedim... Ora torniamo fra i nostri compagni e prepariamoci per lo sbarco. Manca poco per l'approdo ad Anamur.

 



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