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IL GRANCHIO
10 ANNI DI STORIA

Riflessioni, ricordi, dietro le quinte
solidarietà e divertimento

11 gennaio 1992 - 11 gennaio 2002

di
IVO IANNOZZI

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27 - OSCAR, AMICO E MAESTRO


Quando l'ho conosciuto avevo otto anni o poco più: lui, Oscar Rampone, era venuto nella scuola elementare che frequentavo ad insegnarci una canzone che aveva scritto per Nettuno, dove da qualche anno si era trasferito insieme alla moglie, in un appartamento da cui poteva godere la vista del mare e dei rondoni che tanto sollievo dava ai suoi occhi, al suo animo e ai suoi polmoni affaticati.
Era "penna d'oro" del giornalismo italiano e tanto bastò per farlo diventare subito un modello ai miei occhi di ragazzina che sognava proprio di dedicarsi, un giorno, a quel mestiere che Rampone tanto profondamente amava. Ci rincontrammo anni dopo sulle pagine de II Granchio: fui un po' confusa un po' lusingata dal fatto che mi chiamasse "collega" considerandomi davvero tale, telefonandomi a casa per leggermi i suoi pezzi e sapere cosa ne pensassi, o per mostrarmi gli scatti più curiosi che rubava al paesaggio e alla natura con la sua fedele e inseparabile "clicca" o più semplicemente per augurarmi un buon "sadò"'. E qui vai la pena spiegare che Rampone, pur conoscendo perfettamente l'inglese, credeva nelle grandi risorse della lingua italiana e coniava molti efficaci neologismi, così "clicca" sta per macchina fotografica mentre sadò è forma abbreviata per sabato e domenica e può degnamente sostituire il "week-end".
Amava molto parlare della "sua" Africa, dell'amata moglie Noemi, delia gente che aveva incontrato e dei luoghi che aveva visto nella sua lunga vita e che sapeva raccontare con la maestria del giornalista d'altri tempi che usa la penna come un pennello per dipingere, oltre ai fatti, i colori, le sensazioni, le impressioni che questi suscitavano nel suo animo come ben sanno i lettori del nostro giornale che fino alla primavera del novantasei hanno potuto trovare nel suo divertente "Minestrone" aneddoti, curiosità, inedite notizie sulla città che conosceva e amava come pochi nettunesi conoscono e amano, pur essendo nato a Benevento e vissuto a lungo in giro per il mondo. Se ne andò silenziosamente, lasciandoci il rimpianto di un amico e di un maestro, e l'amarezza di far parte di una cittadina che, dopo aver da lui ricevuto tanto, non fu presente ufficialmente ai suoi funerali se non nella persona dell'alloro consigliere Marzoli in veste però di amico personale. E' a lui, oggi sindaco, che vogliamo rinnovare l'invito che lanciammo allora dalle pagine de II Granchio: dedicare a Oscar Rampone almeno una strada della città che aveva scelto per viverci e alla quale ha dedicato pagine e scatti indimenticabili: (gc)





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