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NETTUNO

di DON VINCENZO CERRI

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LE ORIGINI

ANTIUM ROMANA


Divenuto grande e potente, l'antico popolo anziate, in alleanza con le altre città volsche e coi popoli latini, sostenne per oltre duecento anni lunghe e sanguinose lotte contro Roma, finché il Console C. Menio, nell'anno 415, ne espugnò la città sottomettendola alla potenza romana.
Le navi furono distrutte e i loro rostri furono portati a Roma come trofeo di vittoria. Parte della città fu data alle fiamme e le terre furono confiscate e date in godimento ai legionari.
Da allora i ricchi patrizi e gli stessi Imperatori, invaghiti della sua incantevole posizione e del suo purissimo clima, la scelsero come luogo di delizie e di diporto e l'arricchirono di ville e di sontuosi edifici, di cui tuttora si vedono gli avanzi dal capo di Anzio fino a Torre Astura.

Il Lombardi (18) scrive:
"La colonia romana (Antium) occupò dapprima la stessa posizione (dell'Antium volsca): ma divenendo in seguito angusta per l'aumento dei cittadini e pe' vasti edifici che vi si costruivano, convenne che a poco a poco si dilatasse fuor della cerchia primitiva, scendendo fino al mare, e dilungandosi col suburbano fino alle Caldane verso ponente, e fino ad Astura verso levante".

Nell'anno 12 dell'era cristiana, secondo Svetonio (19), vi nacque Caligola e il 15 dicembre dell'anno 37, Nerone (20), il quale, divenuto imperatore, vi fece costruire superbi palazzi, templi, circhi e un grande porto, rendendola una delle più celebri città dell'epoca.

Il Nibby (21) dice che "andando da Anzio a Nettuno tutta la spiaggia vedesi ricoperta di rovine imponenti di fabbriche, residui di ostraco, pavimenti di mosaico ecc. indizi tutti della popolazione che aveva occupato tutta questa costa".

E il Lombardi (22), dopo aver riportato le parole di Plinio il giovane:
"... tutto il lido è ornato di ville, le une contigue, le altre separate, che per la loro differente bellezza formano il più incantevole aspetto del mondo, ed insieme offrono ai tuoi occhi più d'una città". aggiunge: "...A levante, poi, tutta la deliziosa curva fino ad Astura ne era fiorita, com'è a vedersi dagli avanzi che tratto tratto appariscono sul lido".

La testimonianza degli autori antichi ed i sontuosi resti archeologici documentano l'opulenza nell'età imperiale di ANTIUM, particolarmente frequentata da Augusto, Tiberio, Caligola, Nerone ed Adriano, che preferiva questa celebre località costiera a tutte le città italiane (Philostr. Vita Apoll. VIII, 20). La testimonianza di Filostrato riporta all'asserzione di Cicerone (Ad Att. IV, 8) che, descrivendo il suo soggiorno ad Antium, affermava: "Nihil quìetius, nihil alsius, nihil amoenius" (Nessun posto più quieto, più fresco, più piacevole),

 

NOTE

(18) F. Lombardi: Anzio Antico e Moderno-Roma, 1865, pag.'86.

(19) Svetonio: In C. Calig. cap. VIII.

(20) Tacito, XV, 23 - Svetonio, In Ner. cap. 6.

21) Nibby. op. cit. Tom. II. pag. 404.

22) F.Lombardi, op. cit. pag. 102-103


 

 

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