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CIAK, SI GIRA!
Anzio, Nettuno e dintorni...

a cura di:
VINCENZO MONTI
ALBERTO SULPIZI

Progetto grafico e impaginazione
ALESSANDRO TOFANI


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INDICE -
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05 - PLATEA IN PIEDI
NETTUNO-ANZIO SET CINEMATOGRAFICO
DAL 1900 AI NOSTRI GIORNI
Il primo dopoguerra

Proseguiamo nel primo dopoguerra, 1947, con La figlia del Capitano, di Mario Camerini, con Amedeo Nazzari, grande protagonista del film. Alcune scene sono girate a Torre Astura e fra gli attori c'è un giovane Vittorio Gassman. Ricorda Michele Amato (maresciallo di P.S.), figurante nel film, che le cariche a cavallo presenti nella pellicola di Camerini, vengono girate grazie ai duecento cavalli messi a disposizione dal Ministero degli Interni e provenienti dagli squadroni della Polizia a cavallo delle sedi di Roma e Napoli. Le riprese dureranno circa due settimane durante le quali si perderanno quattro cavalli; siamo nel 1946, non si sono ancora spenti gli echi della seconda guerra mondiale ed il territorio di Nettuno è ancora cosparso di micidiali residui bellici e trincee. E' uno dei film più costosi dell'epoca, la risposta classica, avventurosa, all'imperante neorealismo.
Indimenticabile il Nazzari (Pugaciov) della scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. Amedeo Nazzari, cittadino onorario della città di Anzio dove ha una villa in località Colonia, frequenta volentieri il meglio della cucina marinara anziate. Si ferma spesso dalla mitica sora Angelina Gervasi nell’Osteria del Buon Ricordo su via Ardeatina n. 74, apprezzata da numerosi altri divi del cinema come la bellissima Eleonora Rossi Drago. Inoltre si ricorda la sua grande devozione per il patrono della città, Sant’Antonio, al quale elargiva durante l’annuale processione ricca offerta in denaro.
La famiglia Sanesi, nel cui dna non mancano i geni della ristorazione, nel 1967 guidata sempre da nonna Angelina, aprirà il Gatto Rosso, antica taverna marinara in Anzio frequentata dal bel mondo della spettacolo tra cui segnaliamo “Ridge Forrester” della soap Beautiful, in Italia per uno spot pubblicitario.
Un anno prima, de La figlia del Capitano nel 1946, si proietta il film: La prigioniera dell’isola (La danse de la mort), regia di Marcel Cravenne, coproduzione italofrancese con Erich Von Stroheim, Maria Denis, Massimo Serato, Roberto Villa ed… il nostro Vic De Franceschi, con alcune scene girate a Torre Astura.
Nel 1949 Carlo Ludovico Bragaglia dirige Totò, Gianna Maria Canale, Franca Marzi, Mario Castellani, Carlo Ninchi in Totò le Mokò, il re della casbah di Algeri. Copione semplice e lineare, Totò ai massimi livelli: da antologia la scena della danza, brava anche l’attrice Carla Calò. La scena della rapina è ambientata al Paradiso sul mare ad Anzio.
Tre anni più tardi, nel 1952 si gira: Eran trecento…La spigolatrice di Sapri, film storico, con Rossano Brazzi, Franca Marzi (Sina), Miriam Bru, Paola Barbara (Sabina), film di Gian Paolo Callegari girato in parte all’interno del borgo nella piazzetta antistante via del Baluardo ed all’esterno, sotto le mura della città vecchia all’altezza dell’attuale ristorante “La Torre”.
Rossano Brazzi qualche anno prima prende parte in un film western con Isa Pola, siamo agli inizi degli anni quaranta, lanciando la moda dei capelli brizzolati castano chiari all’indietro con un ciuffetto di riccioloni raccolti alla nuca. Frequenta Nettuno viaggiando con limousine nera ed autista e mangia presso la trattoria di Pierina Ciambottini, in piazza Cesare Battisti, il Miramare, odierno “Veliero”, insieme ad altri attori.
Il film diretto dal regista tedesco K. Koch qui giunto con la moglie, è uno dei primi film western europei, girato nelle zone interne tra Conca e Ferriere e s’intitola, Una signora dell’Ovest.
Oltre ai due attori tra i più amati dell’epoca vi lavorano come comparse molti campagnoli a cavallo e non…ed anche per loro un po’ di clamore anche se l’imminente conflitto coprirà il film d’oblio.
Dopo la guerra alcuni spezzoni del film sono usati per spot pubblicitari, come per esempio le scene di campagna o come quella scena girata alle Ferriere, sulla piazzetta del centro abitato, dove si erge ancora una casa, forse all’epoca una fabbrica e lungo la ringhiera di questa casa, nel film, allegre donnine del saloon sottostante ammiccano ai cow boy. Le comparse provengono tutte dalla vicina ed appena inaugurata Cinecittà.
Questi sono eventi mondani per le città di Anzio e Nettuno del periodo pre bellico e bellico ma non i soli.
Si narra che il 20 luglio del 1943 a soli cinque giorni dalla caduta del fascismo giunga a Nettuno, una troupe cinematografica da Roma. Attori famosi, mondanità del tempo si stanno preparando ad un gran film, girato nel magnifico teatro che offre la villa Borghese del principe Steno a Nettuno.
Ambientato nel settecento e dal titolo premonitore, L’invasore, sicuramente ideato su ispirazione dell’avvenuto sbarco in Sicilia, il film, ha protagonisti d’eccezione: Amedeo Nazzari, Myriam di San Servolo, sorella di Claretta Petacci, al suo esordio ed Osvaldo Valenti. La regia è di Giannini con la supervisione e la co-sceneggiatura di Roberto Rossellini. Tutto pronto: troupe, cast, montaggio…ma qualche giorno dopo il set svanisce, lasciando tutto sul posto, all’interno di villa Borghese, pellicole, costumi, luci, macchinari, attrezzature ma soprattutto lasciando Nettuno ed Anzio alla loro storia. Il film assemblato in seguito con pezzi proveniente dal film di Vèit Harlan, Kolberg o La cittadella degli eroi, vedrà la sua uscita nel 1949 ma subito dopo scompare e finisce nell’oblio per l’ingombrante presenza di Osvaldo Valenti ucciso solo qualche anno prima dai partigiani insieme alla bella attrice Luisa Ferida (storia che rivive sugli schermi in questi giorni grazie al film Sangue pazzo di Marco Tullio Giordana), di Miriam di San Servolo e di Rossellini in quello che può esser considerato uno degli ultimi film di regime. Ritenuto perso, ne è stata rintracciata una copia nel corso dell’estate 2007 da Alberto Sulpizi e Pietro Cappellari in Canada e con essa organizzato un convegno con la collaborazione della Pro loco di Nettuno e dell’Upter (Anzio/Nettuno) diretta dal prof. Bartolini nello splendido scenario del forte Sangallo inserito nelle celebrazioni sui quarant’ anni della scomparsa di Totò (vedi cap.). A tal proposito non possiamo non segnalare il personale ricordo di una anziana portodanzese che racconta di aver visto Totò nel 1937, girare sul nostro litorale Fermo con le mani. Film d’esordio di Totò, produzione Titanus, regia di Gero Zambuto, il soggetto è di Guglielmo Giannini. E’ la storia del vagabondo Totò che vive di espedienti fino a quando non scopre di essere erede di una famiglia ricca ed aristocratica. Nel film, molte scene storiche riproposte in seguito in altri film: la pesca dal banco del pescivendolo (Guardia e ladri, Totò a Parigi), la scopa imbracciata come fucile (Figaro qua, Figaro là, Totò contro il pirata nero). Compaiono per la prima volta frasi o modi di dire che diventeranno in seguito famose come quisquilie e pinzillacchere e la scena finale in cui Totò dirige un’ orchestra, scena cult di tanti altri film.

Nel 1951 sulla Nettunense, pedalano alcune Bellezze in bicicletta: Silvana Pampanini e Delia Scala. Commediola all’acqua di rose con intermezzi canori della Pampanini e di Delia Scala che interpretano se stesse. Piccola parte per Peppino De Filippo e Dante Maggio. Regia briosa di Carlo Campogalliani, interessante documento di una lontanissima epoca.

Ad Anzio negli anni cinquanta si crea uno stretto rapporto fra la città ed il cinema che la sceglie come luogo ideale per girare le scene più suggestive di kolossal di successo come Quo Vadis di Mervyn LeRoy con Robert Taylor, Peter Ustinov, Deborah Kerr, Marina Berti. Roma sotto Nerone (Peter Ustinov), racconta l’amore del patrizio Marco Vinicio per la cristiana Licia in un monumentale film peplum, primo dei colossi storici hollywoodiani girati a Roma dopo la guerra. Scene e costumi saranno riutilizzati per il Giulio Cesare di Mankiewicz del 1953. Secondo una certa tradizione locale anche La città prigioniera del 1952, regia di Robert Wise con John Forsythe, importante film di transizione a metà fra noir anni quaranta e finction di denuncia sociale, avrebbe alcuni fotogrammi girati nella città neroniana.

Da un programma televisivo, Si erano tanto amati, abbiamo scovato, con la collaborazione di Serafino Bizzarri, una breve immagine della spiaggia di San Rocco con il grande attore Humprey Bogart in gita a Nettuno, probabilmente in una pausa di lavoro del film, Il tesoro dell’Africa di John Huston con la Lollobrigida, databile metà anni cinquanta.

Nel 1954 nella città neroniana si gira Ulisse di Mario Camerini con Anthony Quinn, Rossana Podestà, Kirk Douglas e Silvana Mangano: è il film italiano più costoso del dopoguerra prodotto da Ponti – De Laurentiis per la Lux.

Nel 1955 a Tor S. Anastasio vengono riprese scene di massa del polpettone storico Elena di Troia, film girato principalmente a Cinecittà, regia di Robert Wise, con Rossana Podestà, Jacques Sernas e Brigitte Bardot. Impostazione filotroiana con Elena onesta sposa malmaritata e Paride eroe senza macchia e senza paura.
Con la Pampanini protagonista, si gira Saranno uomini con scene a Piazza Colonna ed a Piazza Mazzini; nel cast anche Massimo Girotti e Aldo Silvani, film del 1956, regia di Silvio Siani.
Film di genere drammatico: la storia di tre giovani che escono dal riformatorio intraprendendo strade diverse fino al tragico epilogo.

Nel 1956, Ci sposeremo a Capri, con Tina Pica ed Enzo Turco, girato al Borgo, in via Santa Maria (scena al botteghino del lotto) e sul Lungomare, regia di Siro Marcellini.

Dello stesso anno, tratto da un omonima commedia di Pirandello, è L’uomo, la bestia, la virtù, regia di Steno, con Totò, Orson Welles, Franca Faldini, Mario Castellani, filmato alla marciaronda. Indimenticabile Totò che scende dalle scalette del Cavone verso il Vittoria e poi sotto il Sangallo. Stefano Vanzina racconta la storia del capitano Perrella, della moglie Assunta e del prof. Paolillo, commedia di Pirandello che a volte si riduce a farsa nonostante Totò e Wells, con la satira della morale borghese che finisce in modesti doppi sensi. Struggente la scena finale nella quale fa da sottofondo una canzone di Giacomo Rondinella cantata nei pressi del forte Sangallo sotto lo sguardo vigile dello scoglio Criccone con Totò e la Faldini che mano nella mano s’incamminano verso la Marciaronda accompagnati dal loro amore e dal suono del mandolino. Guendalina, di Alberto Lattuada, notevole prova di regia, è del 1957. Una straordinaria Jacquelin Sassard all’esordio, Raf Vallone, Sylva Koscina, Carla Gravina, Enzo Cerusico, Raf Mattioli (scelto dal regista fra molti studenti universitari di Napoli e poi scomparso giovanissimo) sono i protagonisti: il regista ambienta alcune scene di questo amore adolescenziale alla stazione di Nettuno, nell’occasione spacciata per Viareggio e a Tor Caldara.

Più precisamente, il film presenta due scene ferroviarie girate nell’estate del 1957 nella stazione di Nettuno. Nella prima, quasi all’inizio del film, si vede l’arrivo di un treno trainato da E.626 e formato da varie carrozze viaggiatori, moderne per l’epoca, quasi tutte di prima classe. Nella sequenza conclusiva, dove si riconosce la stazione di Nettuno, lato scalo merci e primo binario, si vede la partenza del treno avente in composizione un Pullman bicolore; entrambe le scene sono in notturna (Ricordi del dott. Paolo Blasimme).

Ancora una stazione, ma questa volta quella di Anzio viene scelta nello stesso anno per un film di Luigi Comencini, Mariti in città, con Franco Fabrizi, Renato Salvatori, Giorgia Moll, Marisa Merlini, Franca Valeri, Memmo Carotenuto, Nino Taranto, Franca Gandolfi, da un soggetto dello stesso Comencini e Suso Cecchi D’Amico, con musiche di Domenico Modugno. Quando le mogli sono in vacanza i mariti si danno alla pazza gioia ma con scarso successo; commedia prevedibile e piena di luoghi comuni.

Nel 1958 Lorella De Luca (e gli abitanti del borgo) gira alla marciaronda, via Andrea Sacchi, piazza Colonna, Don Vesuvio, ovvero Il bacio del sole, commedia, con regia di Siro Marcellini, nel cast anche Marisa Merlini e Nino Taranto; il film è sceneggiato dallo stesso regista insieme a Bruno Corbucci. Genere drammatico ambientato nella Napoli del dopoguerra dove numerosi ragazzi vivono abbandonati a se stessi commettendo piccoli furti. Si occupa di loro don Mario Borelli, don Vesuvio che sotto mentite spoglie spera di poterli controllare ed aiutare fino al drammatico finale. Sempre del 1958 è il film Pia dei Tolomei, con la regia di Sergio Grieco, coproduzione italo francese in parte ambientato a Nettuno. Nel cast: Jacques Sernas, Ilaria Occhini, Arnoldo Foà, Bella Darvi. Il soggetto di Carlo Infascelli dall’episodio della Divina Commedia di Dante Alighieri narra la triste vicenda di Pia de’ Tolomei, innamorata di Ghino Porticari ma costretta a sposare un nobile senese che, venuto a conoscenza dei sentimenti della moglie, la fa rinchiudere in una torre dove poi morirà. A cavallo fra la fine del 1959 e i primi mesi del 1960, ricorda l’amico Sergio Baldazzi, comparsa nel film, a Nettuno, all’interno del forte Sangallo ed a Tor Caldara si svolgono le riprese del film avventuroso Il cavaliere dai cento volti, regia di Pino Mercanti con Lex Barker, Liana Orfei, Livio Lorenzon, Tina Lattanzi, sceneggiato da Luigi Emmanuele, Piero Pierotti e Sergio Sollima. Film di cappa e spada d’ambientazione medioevale nel quale il cavaliere Massimo D’Arce dovrà affrontare mille duelli e giostre prima di poter sposare Bianca figlia del vecchio duca Ambrogio di Pallanza a cui è inviso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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